Le spose Liberty di Roberta Lojacono

E pensare che Roberta Lojacono non avrebbe scommesso nulla sulla sua carriera come stilista. Cosa avrebbe potuto fare con quelle “pezze da femmina”, come le chiamava suo padre?

Eppure, forse per via di quel famoso detto “mai dire mai”, oggi Roberta Lojacono è un’affermata stilista palermitana di abiti da sposa, insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e crea abiti unici.

Sono stata da Lei nel suo Atelier di Palermo, in via Filippo Turati, dove mi ha raccontato un po’ del suo lavoro.

Ha cominciato la sua carriera, senza crederci più di tanto, con un corso organizzato dalla città di Treviso a Palermo, per poi diventare assistente modellista. “Avrei potuto trasferirmi a Milano, ma ho scelto di restare nella mia città e di dare un risvolto etico al mio lavoro”, mi racconta.

Così inizia la sua attività, prima con il “su misura” poi con il prêt-à-porter, fino al primo inaspettato abito da sposa, che dà una nuova svolta al suo lavoro. A tal proposito –  divertita –  mi racconta di essersi quasi inorridita all’idea di disegnare il primo abito da sposa, che una ragazza francese che sposava un palermitano desiderava a tutti i costi da Lei. Una reazione, la sua, che contrariamente alle apparenze preannunciava già la passione di un lavoro nuovo e destinato a crescere.

Da allora, altro che “pezze da femmina”! Chi l’avrebbe mai detto? Roberta con quelle “pezze” crea oggi abiti che hanno un’anima, più che femminili, semplicemente, da sposa.  Ed è raccontandomi tutto ciò che mi mostra qualche abito.

Abiti preziosi e vintage, sinonimo di ricercatezza e sartorialità, con una forte ispirazione all’essenza siciliana. A contraddistinguere lo stile di Roberta è quel Liberty che ha reso incantevole e unica Palermo tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. “Sono stata sempre affascinata dalla storia dei miei antenati, dalla bellezza artistica delle case e degli oggetti in stile Liberty che circondavano la mia casa”, racconta.

Forse per questo, i suoi abiti mi ricordano la grazia e l’eleganza di Donna Franca Florio, una delle figure di maggior spicco della Belle époque italiana. E, nonostante abbia già scelto il mio abito due anni fa, confesso che nel guardare le sue creazioni, la tentazione di indossarne qualcuno cominciava a farsi sentire. Sono abiti davvero unici e particolari.

I tessuti sono per Roberta una continua ricerca. Non mancano i pizzi, quei ricchi ricami che sembrano ricordare i lavori delle ricamatrici di un tempo, ma neppure i nuovi tessuti presi in prestito dal prêt-à-porter, come la garza in cotone e seta che rende più leggeri, fluidi e “accettabili”, per usare le parole di Roberta, abiti che potrebbero risultare ingombranti.

Ad appassionarla, sono in particolare gli abiti destrutturati che si armonizzano al corpo. Nella sua ultima collezione per il 2014, gli abiti, fotografati tra le mura di Palazzo Francavilla a Palermo, hanno un’autentica ispirazione agreste, sembrano ricordare le lavorazioni che le donne siciliane usavano fare per adornare le tende e la casa. Vi si trovano ricami e pizzi, garza ricamata con applicazioni in macramè, pizzi di cotone montati su garze spumeggianti, in un gioco di contrasti tra tradizione e innovazione dal mood campagnolo, fresco, delicato.

Abito dopo abito, dove credete sia finita la mia tentazione di indossarne qualcuno? Nella sala prove, no?

Proprio in camerino, seppur, ovviamente, con uno spirito molto diverso da quando due anni fa ho indossato il mio abito, quello per il mio matrimonio. Inutile spiegare il perché, le emozioni che regala l’abito con cui sposarsi non si ritrovano in nessun altro abito, a prescindere da quanto sia fantastico. Con molto piacere, tuttavia, tra una domanda e l’altra, ci siamo divertite a sceglierne due da mostrare. E chiacchierando, abbiamo immaginato l’abbinamento ideale tra l’abito indossato e la torta nuziale. Perché? Ovvio! Tutto va abbinato, e chi si è già sposato lo sa bene! Mai trascurare i dettagli. La torta deve avere un mood ispirato all’abito e allo stile del proprio matrimonio.

Ed ecco, dunque gli abiti indossati.

Il primo abito indossato è creato con un pizzo di forte tradizione siciliana, al quale Roberta abbinerebbe una torta nuziale ispirata alla cassata, ma resa più gentile e delicata da una mousse di ricotta e da una struttura innovativa.

Il secondo invece, dal ricamo centrale ispirato ai decori dell’arte bizantina, le suggerisce l’idea di una torta gelato ricoperta da una glassa bianca e luminosa. Quanto al gusto, un gelato al gusto insolito del Curaçao, un liquore a base di scorze di un tipo di arancia amara.

Ed ecco tutte le foto della nostra chiacchierata e delle mie divertite prove (reportage fotografico di Fabio Fiorito)

Care amiche a caccia del vostro abito … prendete appunti e non dimenticate di andare a scoprire, presso l’Atelier di Roberta Lojacono, i meravigliosi abiti della nuova collezione 2014 . Non potevo mica indossarli tutti?

 

ROBERTA LOJACONO SPOSE

REPORTAGE FOTOGRAFICO DI FABIO FIORITO

HAIR STYLIST: ANTONELLO BAIAMONTE

Tutti i diritti sono riservati

 

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