San Vito Lo Capo e …il piatto che unisce

Fine settembre. San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, è la meta di chi ama le vacanze di fine estate, il mare cristallino, il tempo che scorre lento e la Sicilia, ma soprattutto quel piatto che unisce senza riserve culture lontane e vicine: il cous cous.

Giunto alla sua sedicesima edizione, il piatto meticcio, a base di quella semola che si “incoccia”, è stato protagonista anche quest’anno del Festival Internazionale dell’integrazione culturale, il Cous Cous Fest,  evento gastronomico di sintesi tra le culture dell’area euro – mediterranea, e non solo.

Nella splendida cornice del borgo marinaro, la manifestazione richiama turisti da ogni parte del mondo, divenendo occasione di festa, fatta di sapori e sfide gastronomiche tra grandi chef cittadini del mondo. Qui giungono saperi culinari antichi e tecniche innovative, frutto di ricerca e contaminazione.

Ecco cosa è il Cous Cous Fest, un’occasione di incontro e di condivisione che offre nuovi stimoli alla creatività, e non solo in cucina; forse, per via di quell’ “incocciare” che non conosce confini geografici, e che unisce all’insegna dell’amicizia e della pace.

In questa edizione, a vincere la gara gastronomica dei nove paesi in gara, è Israele; l’Italia conquista il palato dei visitatori, mentre si propone anche  il cous cous della Pace: tre paesi diversi – Italia, Israele e Tunisia – lo hanno preparato secondo le prescrizioni delle tre religioni monoteiste, cristianesimo, ebraismo e islamismo.

Ma, parallelamente alla competizione, è l’aggirarsi per le vie del villaggio gastronomico che regala emozioni inaspettate. Non è difficile rimanere ipnotizzati davanti all’ atto dell’incocciata. Di cosa di tratta?

L’ “incocciata” è il gesto simbolo della preparazione del cous cous: le mani compiono un movimento rotatorio, e con l’aiuto di qualche goccia d’acqua salata, seguendo un ritmo energico e metodico, quasi un antico rituale, aggregano piccoli granelli di semola nella mafaradda, una zuppiera di terracotta bassa e larga. Così la semola si unisce ed è pronta per accogliere il suo condimento, anch’esso contaminato da spezie e sapori, storia e profumi di culture diverse.

Simbolo della pace, dunque, il cous cous offre spunto per ogni forma di creatività nell’ambito della manifestazione, che si nutre di buon cibo, di prodotti d’eccellenza del territorio, ma anche di musica, spettacolo e arte culinaria.

Ne fanno da esempio i laboratori organizzati da Electrolux, momenti di vero piacere gastronomico con grandi chef protagonisti. A parteciparvi , quest’anno ci sono stati: Ciccio Sultano, chef a due stelle Michelin (ristorante Duono di Ragusa Ibla), un team della Federazione Italiana Cuochi Sicilia, le due chef siciliane, Patrizia Di Benedetto (ristorante Bye Bye Blus di Mondello, a Palermo) e Rita Rusotto (ristorante Satra di Scicli) e Corrado Parisi (ristorante Locanda del Monsù di Ispica).

Proprio quest’ultimo laboratorio è quello a cui ho partecipato e che vi racconto.

Lo scorso venerdì, il gusto si è fatto arte con due piatti preparati dallo chef Corrado Parisi, che ha presentato due pietanze sintesi di tradizione siciliana e ricerca.

 

Il primo, che lo chef chiama “il piatto del ricordo” è una zuppetta di cicerchia, gambero rosso di Mazara, cozze, marmellata di limone e polvere di caffè.

E se è vero che “Chi cicerchia trova”, come qualcuno ha detto ironicamente all’evento, nella zuppetta anti – crisi si ritrova tutto il profumo di Sicilia, il ricordo del piatto delle nonne, le cremosità del legume e dell’avvolgente e dolce marmellata di limoni, contrastate dal croccante del gambero e dal grasso della cozza. Un piatto che racchiude in sé i profumi di Sicilia, e che viene esaltato infine da quel tocco di  innovata cultura di mondo che sprigiona dalla polvere di caffè, un modo con cui dare profondità e sensazione di pulizia e freschezza al palato.

Il secondo piatto, linguine di Gragnano condite con una crema di scarti di gamberi frullati. Niente si butta in cucina. L’arte nel gusto serve anche a questo, a tirar fuori il meglio da ogni alimento che nutre fino alla sua ultima parte.

Ricetta. La zuppetta di cicerchia, gambero rosso di Mazara, cozze, marmellata di limone e polvere di caffè

Ricetta per 6 persone

Ingredienti

  • 500 gr di cicerchia
  • 1/2 cipolla
  • 1 carota
  • 1 sedano
  • 18 gamberi rossi di Mazara
  • 500 gr di cozze
  • Sale e pepe
  • 100 gr di marmellata di limone
  • Polvere di caffè

Procedimento

Mettere a bagno le cicerchie per 12 ore ca aggiungendo bicarbonato e sale ( cambiando l’acqua 3 volte). Dopo aver tritato finemente cipolla, sedano e carota, prendere una pentola, riempirla con acqua fredda e aggiungere le cicerchie ed il trito. Fate cuocere a fiamma viva per circa 40 min. Nel frattempo sbucciate i gamberi, conservate le teste e il carapace. Scoppiare le cozze e sgusciatele . Appena cotta la zuppa di cicerchie, frullate il tutto avendo cura di lasciare il composto grossolano ( darete più consistenza al piatto ) . Scottate i gamberi a 200 gr per circa 6 min. Impiattate la zuppa, adagiare 3 gamberi 4 cozze, un cucchiaino di marmellata di limone, polvere di caffè qb. Buon appetito

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