Una designer siciliana da raccontare, Tina Arena

A volte le cose capitano per caso, altre volte arrivano perché le hai desiderate e cercate. È accaduto praticamente così con Tina Arena, Designer messinese che ho avuto il piacere di intervistare per Fashioncooking.it. Lei è giunta a Palermo per partecipare alla Conferenza ed agli incontri internazionali Business to Business, del suo settore, organizzati dalla Regione Sicilia per il Made in Sicilia, a Villa Malfitano, e ci siamo incontrate per fare quattro chiacchiere.

Una donna esile, elegante, decisa, energica. Ci vediamo in un B&B a Palermo e, riviste alla mano, attorno ad un tavolo Tina Arena si racconta.

Come già detto nelle prime righe, le cose capitano quando si desiderano ed è stato così anche per lei. Oggi Tina è ambasciatrice del Design Siciliano proprio perché realizzare abiti, prima per sé e poi per gli altri, è stato sempre quello che ha desiderato fin da piccola; racconta: “Per essere diversa dagli altri, mi cimentavo a cucire vestiti per me che fossero unici e particolari rispetto a quelli delle mie amiche”.

E se il suo obiettivo era quello di distinguersi, possiamo affermare che c’è riuscita benissimo. Anzi, non solo Tina si distingue, ma ogni suo abito sembra totalmente cangiante rispetto a quello che lo ha preceduto. Eppure, a tenere unita tanta ecletticità c’è il suo inconfondibile stile.

I tuoi abiti sono diversi l’uno dall’altro. Eppure riconoscibili. Quale l’indiscutibile Stile di Tina Arena?

Le mie collezioni si integrano. C’è chi dice che da ogni singolo abito può iniziare una nuova collezione… Se dovessi però rintracciare il mio carattere direi che si riconosce dai tagli. I miei abiti stupiscono con eleganza, emozionano ma non ostentano, senza grandi strutture.

Qual è il tuo concetto di femminilità?

Il vedo non vedo è una costanza nei miei abiti. Amo la trasparenza, che lascia intuire le forme femminili senza mostrarle… Questo è il segreto della femminilità. Mi piace ottenere questi effetti soprattutto nella lavorazione del pizzo con una tecnica antica che si chiama “incrostazione”, utile ad evitare le cuciture a vista, capace di regalare fluidità nei movimenti per adattare perfettamente un abito al corpo.

Come è nata in te questa passione?

Fin da ragazzina. A dodici anni smontavo già tutto. Mentre normalmente l’adolescente tende ad uniformarsi, io manifestavo la tendenza opposta. Non mi piaceva avere vestiti uguali a quelli delle mie amiche, così mi cimentavo a creare vestiti unici per me. Qualche anno dopo ho conosciuto una signora che confezionava abiti da sposa a Messina, che ha fatto per me un cartamodello. A partire da quel cartamodello ho creato un intero guardaroba. Da lì, il via alla mia passione.

Accade sempre qualcosa che segna una svolta. Quando hai capito che la tua passione si sarebbe trasformata fino a farti diventare la Designer che sei oggi?

Fino alla mia prima sfilata, nel 2003, non avevo mai pensato di approdare al Fashion. Poi in quella occasione dopo aver visto sfilare i miei cinque capi, e dopo aver calcato la passerella ho capito che l’emozione sentita avrebbe cambiato molte cose. Da lì ho iniziato a lavorare in modo nuovo, ho conseguito il Diploma di Stilista Modellista alla Burgo di Milano , che ha coronato quindici anni di lavoro frutto di un’esperienza continua.

Il tuo legame con la terra nel tuo stile. Come si esprime?

Si esprime molto attraverso il colore. Non disdegno il nero, ma preferisco i colori. Rosso e turchese in particolare.

C’è un abito che ti è rimasto nel cuore?

Il primo abito da sposa per una cliente. Forse per via dell’emozione che c’è dietro un abito che rappresenta un Sogno. E poi un abito azzurro in pizzo,il Luxury, che è stato scelto per lo spot “Luxury Sicilia 2013” ,risultato di un accurato studio tecnico: Il vestito scopre la schiena, sta su da solo, senza costrizioni che lo gessano. Anche se leggero, quest’abito ha una sua costruzione ma mantiene un eterea dinamica.

Quali i tessuti che preferisci?

La seta perché avvolge; è fluida. Ha quel fruscio nel movimento. Non facile da lavorare, ma la sua resa ti ripaga. E poi il pizzo e i materiali preziosi e puri .

Ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Dalla capitale della Transilvania alla Romania a Mamaia Beach dove si è svolto l’International Fashion Weekend Designers. Cosa ha significato per te quest’esperienza?

Quando mi è stato comunicato che avrei dovuto vestire le modelle di fama internazionale al “FashionTV Summer Festival – Mamaia 2012” sono rimasta senza parole; è stata per me un’emozione unica. Sono molto contenta di aver preso parte all’International Fashion Weekend Designers, non capita tutti i giorni di portare la propria collezione in un importante evento di moda nel mondo e con le telecamere di Fashiontv ! Un’organizzazione impeccabile, nulla lasciato al caso. Un’esperienza singolare, bellissima e costruttiva.

Secondo te il Made in Sicily è valorizzato in questa Regione?

Noi italiani abbiamo una diffusa consuetudine, andiamo sempre a guardare l’erba del vicino. Importiamo da ogni dove, trascurando la nostra ricchezza. E poi c’è la differenza tra Nord e il Sud, reale: tutto il Sud è un concentrato di creatività unica ma non sappiamo gestirla. Al Nord è tutto l’opposto. Loro sanno valorizzare ed espandere le loro risorse.

Cosa ne pensi della Tradizione nella Moda?

La tradizione è importante ma si può recuperare solo reinventandola. Ricordiamoci che andiamo verso il Mondo e bisogna evolversi.

Chiacchierare con Tina Arena ti lascia qualcosa. Prima tra tutto, grinta e coraggio ad andare avanti a credere in ciò che si fa. Sembra che l’intervista sia giunta al termine ma Tina mi riserva una sorpresa. Mi ritrovo così ad indossare uno dei suoi capi intagliati, un verde che avvolge il corpo, illuminandolo con intagli a fantasia floreale

 

Grazie della collaborazione fotografica a:

 Federica D’Alessandro

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