Piatti del Mediterraneo ad Alessandria d’Egitto: SlowMed, tra cibo e cultura

Raccontarvi l’esperienza del primo step del progetto SlowMed (per maggiori informazioni linkate al post passato qui), in qualità di Food Expert Communicator per l’Italia è per me motivo di grande gioia.

E non solo per l’opportunità professionale che ne rappresenta, ma soprattutto per il privilegio di aver preso parte ad un incontro che segna l’importanza tangibile del nesso tra cibo e cultura dei Paesi del Mediterraneo e per i Paesi del Mediterraneo. Compresa la mia amata Sicilia.
Nella città egizia di Alessandria, insieme ai miei colleghi del team di lavoro italiano (Angelo Zito, Barbara Randazzo, Francesco Murana, Agata Katia Lo Coco – film maker – Teresa Terrana – nutrizionista – Gioacchino Sensale, Daniele Di Dio – Chef professionisti – Vincenzo Morfino, Vincenzo Schillaci – chef non professionisti) e ai giovani degli altri team di lavoro provenienti da Egitto, Libano, Palestina, Portogallo, Spagna, abbiamo dato vita a tre giorni di dialogo, condivisione di idee e scambi culturali, sotto la regia del Centro Studi Danilo Dolci di Palermo, coordinatore del progetto.

Il cibo e la tradizione gastronomica del Mediterraneo sono così diventati metafora della crescita spirituale, culturale e civile. Ospitati all’interno delle meravigliose strutture della Biblioteca di Alessandria e della Facoltà di Turismo della Pharos University, ci siamo confrontati sui prossimi sviluppi di SlowMed (progetto che ha ottenuto il Patrocinio gratuito di EXPO Milano 2015) che porteranno a risultati concreti nell’anno 2015: la realizzazione di un documentario sulla Dieta Mediterranea, un libro di ricette destinato ai bambini e per l’educazione alimentare, un Festival internazionale in Portogallo, una serie di workshop educativi nelle scuole e una conferenza internazionale finale presso la Fondazione Dieta Mediterranea in Spagna.

Tre giorni consecutivi animati dall’entusiasmo, dalla creatività e dalla speranza accesa da oltre 70 giovani figli dello stesso Mare, il Mediterraneo, e cresciuti nel ricordo di una dieta, mediterranea anch’essa, a cui riconoscono un valore assoluto; non possono non raccontarveli attraverso le immagini dei piatti tipici preparati dagli chef dei vari Paesi coinvolti.


Mentre infatti i membri dei vari team dialogavano sui prossimi sviluppi di SlowMed per l’anno a venire, nelle cucine della Facoltà di Turismo della Pharos University il dialogo avveniva tra profumi e sapori che si miscelavano restituendo nell’aria essenze armoniche e contrastanti, capaci di generare gioia e fiducia. Vari i piatti del Mediterraneo, due per Paese, uniti procedendo per assonanze, armonie, oppure tramite ossimori gustativi e sapori contrastanti.


Sulle tavole SlowMed i giovani dei gruppi di lavoro e gli organizzatori hanno gustato i piatti presentati. Per citarne alcuni, il polpo arrosto su un letto di semola con verdure lessate e la famosissima Cataplana per il Portogallo, Tabbouleh e Kebbe dal Libano, le panelle e le sarde a beccafico della Sicilia, il gazpacho dalla Spagna, pesce con salsa d’ocra dall’Egitto e il mtabbal, una purea di melenzane dalla Palestina.

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Ecco qualche foto della preparazione nelle cucine.


Per info sul progetto www.slowmed.eu

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