Cibo Nostrum … e festa sia!

Polpo e patate dello chef Giuseppe Costa

Polpo e patate dello chef Giuseppe Costa

Dire Sicilia è dire sapore. E se il sapore arriva dal Meridione d’Italia? E se si flette tra le mani di tanti abili chef? Allora è Cibo Nostrum. Vi racconto un evento che si è svolto nei giorni scorsi alle pendici dell’Etna, a Zafferana Etnea. Lo faccio perché è singolare che molti chef importanti, a prescindere dal fatto che abbiano una o più stelle, condividano insieme il loro estro culinario, scambiandosi sguardi di ammirazione reciproca e di amicizia. C’è da aggiungere però che i veri protagonisti di Cibo Nostrum – manifestazione voluta dall’Associazione Provinciale Cuochi Etnei guidata dall’entusiasmo vulcanico del suo presidente Seby Sorbello – sono stati i frutti della terra e del mare: le materie prime usate di eccellente qualità. Il meglio che il Sud d’Italia sa dare.

 

Nei piatti profumi erbacei, di agrumi, di mare, di montagna. E poi colori, colori accesi e brillanti. Piatti a metà strada tra i ricordi di infanzia e le evoluzioni innovative della cucina italiana. Ai fornelli, si sono esibiti in esilaranti showcooking chef da Roma alla Sicilia con tanta creatività. A cominciare da  Gennaro Esposito che ha proposto un risotto con peperoni gialli e ragù di trippette di baccalà. A seguire Pietro D’Agostino che ha guidato in una passeggiata per la Sicilia; Tony Lo Coco che ha meravigliato con un bon bon di seppia panato nero con ripieno di ricci, con salsa di mandarino tardivo di Ciaculli; Francesco Patti e Domenico Colonnetta hanno creato un crudo di pesce fior di latte con limone interdonato, perlage al tartufo nero ed insalatina di spinacino e ravanelli; Giuseppe Costa ha deliziato con un semplice polpo e patate; Carmelo Trentacosti ha fatto un tuffo nei ricordi d’infanzia con pasta e patate, cozze e bottarga di muggine; Simone Strano si è esibito con ravioli bucati alla “Parmasauro”; Seby Sorbello spruzzato nel piatto tutti colori del calamaro; Andrea Macca ha ideato un classico della cucina siciliana, il coniglio alla stimpirata; Alfio Visalli ha percorso le strade del mare fino alle pendici dell’Etna con un’ombrina cocca d’oro, gambero rosso cuore ed insalatina di erbette di mare; Massimo Mantarro ha volto il suo sguardo alla tradizione sicula con una ghiotta di pesce stocco alla messinese con capperi di Salina e olive brunelle; Patrizia Di Benedetto ha affascinato con una ricciola affumicata in acqua di tenerumi ed emulsione di ricci. Ed infine il tocco dolce con Giovanni Cappello e la sua mousse alla mandorla, cremoso al pistacchio, gelatina d’amarena e darquase alla mandorla, con decoro al cioccolato su gelatina d’arancia; Peppe Leotta con le geometrie dei sapori, Francesco Perrone con il tronchetto Conca d’Oro; Giovanni Rapisarda con l’oro dell’Etna e Tony Ruggeri con il suo Percorso agli agrumi.

Raccontare i numerosi piatti in sintesi non è semplice. Il gusto esplodeva in bocca, prima alla vista,  esaltato dai profumi. Qui non posso fare altro che riportarvi qualche immagine. Solo gli occhi ne godranno, ma il fotoracconto può servire ad esprimere un po’ di Cibo Nostrum.

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